XVIII Domenica del Tempo Ordinario – anno A

Pubblicato il 2 agosto 2026 alle ore 00:01

Is 55,1-3 | Dal Sal 144 (145) | Rm 8,35.37-39 | Mt 14,13-21

In questa 18 domenica del Tempo Ordinario, Pasqua della settimana, mi pare che la Parola ci porti a riflettere sulla Grazia. Un termine usato e spesso abusato, ma di cosa si tratta?

Lo dice bene la prima lettura: “venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte”. In altre parole: prendete GRATIS ciò che vi serve per non morire di fame. Dio si rivolge agi assetati e offre loro cibo e bevande gratuitamente. Questa è la Grazia che è mossa dalla misericordia.

È ciò che avviene anche nel Vangelo. Gesù è rattristato dalla morte del cugino Giovanni, decide di ritirarsi in un luogo deserto per vivere il suo lutto, ma succede qualcosa che lo “riattiva”, se così possiamo dire. Una folla di “assetati” lo segue; hanno sete di salute e hanno sete di Verità. Gesù vede e sente questi bisogni della folla e non può fare a meno di ascoltarli e assecondarli; anche i discepoli vedono e sentono ciò che Gesù vede e sente ma si fermano su un altro piano: “ormai è sera, è bene congedarli perché possano comprarsi da mangiare”. C’è un cibo che non sazia verso il quale l’umanità di ieri e di oggi investe denaro ed energie e c’è un cibo che sazia ma che facciamo fatica a vedere e riconoscere.

Il cuore di Gesù guarda ciascuno di noi e si scalda di Amore; vede le nostre fatiche, le nostre infermità, i nostri bisogni e vuole aiutarci ma … senza di noi non è possibile.

Voi stessi date loro da mangiare” dice Gesù hai suoi discepoli. Ma cosa significa? Gesù parla ai suoi discepoli, certo, ma anch’essi sono parte della folla, non capiscono; con loro non hanno altro che cinque pani e due pesci, poca roba per loro stessi, come faranno a sfamare tutti!

Il nostro sguardo su noi stessi è sempre al ribasso o comunque egoistico. Abbiamo qualcosa e ne sminuiamo il valore; abbiamo qualcosa e la riteniamo essenziale per noi stessi: “non sono capace”, “non è il mio compito”, “ho già tante cose da pensare”, “altri sono sicuramente più bravi di me” … sono queste le scuse che anche noi avanziamo di fronte ai problemi!

Gesù ci invita alla misericordia perché solo da essa può scaturire la Grazia. È, infatti, solo nell’Amore donato che scopri l’Amore ricevuto; è nell’aprire il tuo cuore all’altro che scopri di aver un posto privilegiato nel cuore di Dio.

Ed è così che cinque pani e due pesci possono sfamare cinquemila uomini più le donne e i bambini ma non solo, possiamo conservarne dodici ceste piene perché tutta l’umanità possa farne esperienza.

Non attendere che altri facciano il primo passo, quello che possiedi ti può sembrare poca cosa ma, stanne certo, è tutto quanto ti può servire per affrontare le sfide che la vita pone sul tuo cammino, quelle che riguardano solo te e quelle che coinvolgono l’umanità di oggi e di domani. Sii tu il primo ad Amare perché soltanto amando scoprirai di essere già Amato. L’Amore di Dio ti precede, e ti raggiunge gratuitamente, gratis. Questa è la Grazia!

Signore Gesù, abbiamo fame e sete di Verità, di giustizia, di salute, di amore, e anche di pane, aiutaci a riconoscere la tua presenza che sana ogni nostra esigenza. Fa che i nostri cuori si lascino scaldare dal fuoco dello Spirito che ci ha plasmato nell’Amore e continua ad amarci rendendoci ogni giorno creature nuove. Insegnaci ad Amare gratuitamente così come da te siamo Amati. Amen.

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