Domenica di Pasqua

Pubblicato il 5 aprile 2026 alle ore 09:21

È sempre più facile oggi aprire il giornale e perdere la speranza. Le notizie di guerra in ogni parte del mondo: Ucraina, Palestina, Iran, Sudan, Etiopia, Magreb, Birmania; per non parlare della situazione in Colombia, Somalia, Nigeria, Congo, Messico, Siria, Camerun, Yemen e Haiti. Poi abbiamo le notizie di cronaca: dai ragazzi che accoltellano compagni ed insegnanti a chi cerca di rubare i bambini, e poi ancora omicidi, femminicidi, traffico di stupefacenti e di armi. Se poi apriamo il discorso sul mondo della politica è come scoperchiare il vaso di Pandora; salvo poi restando che le notizie più importanti nei telegiornali e nei programmi quotidiani in televisione sono le notizie che riguardano il tempo, cani e gatti, e lo sport.

Non so voi ma io spesso in tutto questo mi ritrovo spaesato e vedo che anche le giovani generazioni hanno perso i punti di riferimento e brancolano nel buio (anche se per loro questo brancolare è la normalità della vita, visto che questa è l’unica modalità per sopravvivere che hanno sperimentato).

Probabilmente vi chiederete perché oggi, Pasqua del Signore, giorno di festa per eccellenza per noi che crediamo in Lui, abbia iniziato la mia riflessione in questo modo così deprimente anche se, ahimè, alquanto realista. Il motivo è semplice: penso che anche per gli amici di Gesù, la realtà della sua morte e il pensiero del suo corpo rinchiuso in un sepolcro e poi sparito, sia stato motivo di spaesamento e di perdita diei punti di riferimento.

Maria vede la tomba vuota, il corpo del Maestro sparito, trafugato: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro…”.

Anche a me spesso viene da urlare: hanno portato via il Signore, l’hanno cancellato dalle menti e dai cuori degli uomini!

Poi però arriva lui, il discepolo amato che vede ciò che tutti gli altri vedono: il sepolcro vuoto, i teli e il sudario deposti con cura dove prima c’era il corpo; ma lui “vide e credette”.

Lui, il discepolo amato, non perde la speranza perché il suo cuore è ripieno d’Amore. Lui sa che tutto ciò che il suo Maestro ha insegnato è la Verità e che gli accidenti del mondo non possono cancellare la Verità.

L’evangelista termina il racconto dicendo: “Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti”.

Penso che il punto sia proprio qui anche per noi. Cristo è risorto veramente abbattendo il muro della morte per offrirci una speranza che va oltre gli accidenti della storia.

Oggi, tempo in cui alcuni uomini di potere hanno il diabolico coraggio di sterminare intere popolazioni in ogni parte del pianeta, il Cristo risorto ci dice di non temere perché un mondo diverso per i nostri figli, per i nostri nipoti, sarà possibile. C’è solo una clausola a questo messaggio: continuate a credere nella Scrittura. Solo nella fede, infatti, i nostri occhi possono vedere oltre la coltre di fumo che il male pone nelle nostre società. Vivendo nell’Amore, così come ci invita la Scrittura, potremo guardare i fratelli che ci stanno accanto e superare quel senso di terrore che le cronache ci offrono; vivendo nell’Amore potremo davvero imparare a vivere nell’empatia rispettando così i sentimenti e le ferite dell’altro; vivendo nell’Amore potremo davvero eliminare la violenza dalle nostre esistenze.

Ai giovani dico: il messaggio di Cristo non è arcaico e non odora di naftalina ma attuale e universale; accogliendolo, anche solo per curiosità, potrete fare l’esperienza di un modo diverso di vivere la vostra quotidianità; l’amore non sono i cuoricini negli occhi e il cuore che batte a mille, l’amore è passione condivisa l’uno per l’altro. Dio nel Cristo ama ciascuno di noi al punto di lasciarsi fare con fiducia, costi quel che costi. Se tu non ti interessi a Lui, Lui continua ad amarti; se tu lo rinneghi, Lui continua ad amarti; se tu lo bestemmi, Lui continua ad amarti; più tu cerchi di allontanarti da Lui più Lui, continuerà ad amarti aumentando la sua sofferenza nel sentirsi respinto. L’Amore è l’unica arma di salvezza che abbiamo per vivere in pienezza; senza l’amore ci auto sabotiamo restando invischiati nella logica dell’odio, del potere e della ricchezza e sprofondando sempre più nel vortice delle depressioni, delle ansie e delle tristezze.

Il Cristo Risorto possa illuminare le menti degli uomini di potere e offrire speranza ad ogni uomo e ad ogni donna in ogni angolo del pianeta. Il Suo Amore possa riempire il cuore delle nuove generazioni offrendo loro una logica diversa da quella dell’egoismo. L’esempio del Nazareno possa essere per tutti modello di vita volta alla santità.

Che Cristo risorga nei cuori di ciascuno di voi. Buona Pasqua.

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