At 2,1-11 | Dal Sal 103 (104) | 1Cor 12,3b-7.12-13 | Gv 20,19-23
Sono passati 50 giorni dalla Pasqua e i discepoli sono ancora radunati nel cenacolo. È il primo giorno della settimana, il giorno dopo il sabato, l’ottavo giorno, quello che non ha fine, il giorno della Pasqua eterna, in quel giorno, che è questo nostro giorno, il Signore Gesù si rende presente in mezzo ai suoi. È il Risorto che ha vinto la morte e ora, vivo, sta in mezzo ai suoi amici. Il Crocefisso Risorto appare ai suoi con i segni della passione e offrendo in dono la pace.
Il credente non può pensare che Gesù allontani da lui fatiche e dolori, sarebbe una fede illusoria: la vita è impastata anche dalle piaghe dell’esistenza. Il Risorto, che mostra le mani e il fianco, si manifesta come colui che ha vissuto la vita fino in fondo, attraversando la passione, assieme all’umanità, non scavalcandola ma accogliendola pienamente. Ed è proprio questo Cristo sofferente che viene a noi offrendoci la sua pace.
Quanto abbiamo bisogno oggi di pace!
Abbiamo bisogno di pace perché vorremmo che le armi tacessero ma abbiamo bisogno di pace perché desideriamo una vita più serena.
Quello Spirito che il Risorto ci offre è ciò che ci serve per vivere la pace nel nostro quotidiano.
Come infatti superare le situazioni di disaccordo? Come attraversare le sofferenze di un corpo che si consuma col tempo? Come affrontare una quotidianità imbevuta di solitudine e non comprensione?
È solo accogliendo lo Spirito dentro di noi e lasciandolo operare che possiamo perdonare e quindi superare attraversandoli tutti quei grigiori che la quotidianità mette sul nostro cammino: come perdonare chi ti fa del male? Come perdonare che dice male di te? Come perdonare chi non si accorge delle tue fatiche? È solo lo Spirito che ci dona questa forza.
A parole tutto questo sembra facile ma nella prassi quotidiana è una montagna quasi insormontabile.
Lo Spirito, infatti, non può agire se tu non lo accogli e se non lo assecondi. Ci vuole un coraggio grande per seguire i suoi consigli perché spesso ti pota a lavorare fuori dagli schemi ordinari.
Ma lo Spirito guida anche la Chiesa attraverso i cambiamenti della storia; restando fedele al passato, infatti, sprona a superare il “si è sempre fatto così” offrendo all’uomo contemporaneo una fantasia sempre nuova per vivere da credenti nell’oggi.
È lo Spirito che sussurra al cuore dei profeti, è lo Spirito che alimenta la fantasia dei carismatici, è sempre lo Spirito che muove i passi dei riformatori.
Stiamo vivendo un tempo in cui la Chiesa sente il bisogno di essere riformata; preghiamo lo Spirito perché ispiri nella Chiesa una nuova prassi pastorale che resti ancorata ai pilastri della fede ma che possa parlare il nuovo linguaggio della società contemporanea; i credenti, clero e laici, possano quindi, secondo la logica del Vangelo, farsi sempre più prossimi a tutti coloro che desiderano vivere pienamente la vita. Amen.
Aggiungi commento
Commenti