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Dal Vangelo di Marco (12,18-27)
Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
COMMENTO
Quanti dubbi sul post-mortem riempiono i pensieri anche dei credenti più assidui alle celebrazioni nelle nostre parrocchie!
Il dubbio più grande sta nell’immaginare la vita dopo la morte attraverso le caratteristiche di questa vita che stiamo vivendo; ecco allora che pensiamo ai legami famigliari, alle attività che ci piacciono fare e ai cibi o alle bevande di cui non possiamo fare a meno. Ma Gesù ci dice chiaramente: voi non conoscete le scritture, per questo siete nell’errore.
La vita dopo la risurrezione è una vita altra rispetto a quella che stiamo vivendo ora e nessuno su questa terra ha gli strumenti per poterla descrivere o immaginare; Gesù stesso ha sempre usato delle immagini, degli esempi, delle parabole per descriverla (Il Regno dei cieli è simile a …).
Una cosa però è certa: il Dio di Gesù Cristo è il Dio dei viventi. Questo significa che la morte non ha l’ultima parola sulla nostra esistenza e che il significato pieno del nostro esistere lo potremmo scoprire soltanto dopo la nostra risurrezione.
Alimentiamo la nostra fede con la Parola e con un’apertura a tutto ciò che in essa ci viene offerto. Il pensiero all’eternità ci aiuti a radicare la nostra fede e a riempire di senso ogni nostra giornata. Amen.
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