Dt 8,2-3.14b-16a | Dal Sal 147 | 1Cor 10,16-17 | Gv 6,51-58
Oggi festeggiamo solennemente il Corpo e il Sangue di Gesù, quello che chiamiamo Santissimo Sacramento. Non voglio parlare a voi facendo una riflessione teologica ma portandovi l’esempio di due figure giovanili che hanno cambiato la loro vita proprio stando davanti all’Eucarestia.
Il primo è l'esempio straordinario del Beato Carlo Acutis. Scomparso a soli 15 anni nel 2006, Carlo era un adolescente normalissimo, un nativo digitale che amava i videogiochi, la programmazione informatica e i fumetti. Eppure, dietro questa vita ordinaria c’era un segreto immenso. Dalla sua prima comunione, Carlo non ha mai mancato l'appuntamento quotidiano con la Santa Messa e con l'Adorazione Eucaristica.
La sua frase più celebre racchiude l'intera sua esistenza: «L'Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo».
Carlo diceva spesso che, proprio come ci si abbronza quando ci si espone al sole, così ci si santifica quando ci si mette davanti a Gesù Eucaristia. Da genio del computer qual era, ha persino ideato una mostra virtuale sui miracoli eucaristici nel mondo (ha visitato e raccolto informazioni su ben 136 eventi straordinari), lo ha fatto per gridare a tutti che quel Pane non è un simbolo o un oggetto sacro, ma Dio in carne e ossa presente in mezzo a noi. Per Carlo, l'Eucaristia era il motore di ogni giornata, la sorgente da cui attingere l'amore per i poveri e per gli amici.
Il secondo testimone è un giovane ancora vivente che, all’epoca dei fatti, lo si potremmo definire un rockettaro. L'Eucaristia, infatti, sa farsi strada anche nei cuori più distanti e insospettabili, come è accaduto a Francesco Lorenzi, il cantante della rock band The Sun. Oggi fa rock cristiano ma all’epoca era ben lontano dalla fede!
Nel dicembre 2007, Francesco si trova al funerale della nonna di un suo amico. Al termine della celebrazione, il parroco si avvicina a lui e gli lancia una proposta bizzarra: «Che ne dite di iniziare a fare un'ora di Adorazione Eucaristica settimanale?». La risposta dei ragazzi è lo specchio dei nostri dubbi: «Adorazione Euca... cosa?!». Il sacerdote insiste e propone un orario da brividi: dall'una alle due di notte, tra il martedì e il mercoledì. L'amico accetta d'impulso, ma poi se ne dimentica completamente.
Così, la notte del 5 febbraio 2008, Francesco si ritrova ad andare da solo. Fuori fa un freddo cane. Spinge il pesante portone della cappellina, entra e i suoi occhi cadono sull'ostensorio. Quel cerchio di Pane bianco, fulgido e vibrante di energia, lo incanta. Con la spontaneità dei giovani rompe il ghiaccio e dice: «Buonasera Mister... Non so come hai fatto, ma sono qui». Inizia a cantare per Lui, improvvisando, e mette a nudo la sua anima.
Quell'ora notturna diventa l'appuntamento più vero della sua settimana, un luogo in cui piangere, fare domande e ritrovare la rotta nella vita quotidiana. Francesco conclude il racconto della sua conversione con un'immagine che spero rimanga impressa anche nei nostri cuori: «Sono cresciuto vedendo Gesù sempre in croce: a casa, in chiesa, a scuola... ovunque, crocifisso. Eppure, in quelle notti, Lui non era più in croce: era lì, al mio fianco, presente, come un fratello maggiore, come un amico che ti conosce meglio di chiunque altro.»
Che sia nella quotidianità luminosa di un adolescente come Carlo o nella notte profonda di un musicista rock come Francesco, l'Eucaristia fa sempre la stessa cosa: rompe la nostra solitudine. Ci dice che il Risorto non è un personaggio confinato nei libri di storia o immobile su un crocifisso. È vivo, è qui, cammina al nostro fianco ed è pronto a trasformare le nostre notti in luce.
Restiamo qualche istante in silenzio, mettiamo i nostri occhi nei suoi occhi e lasciamoci amare dalla presenza viva di Gesù che chiede di essere riconosciuto come amico e confidente.
Amen.
Aggiungi commento
Commenti