XXI Domenica del Tempo Ordinario - anno A

Pubblicato il 23 agosto 2026 alle ore 00:01

Is 22,19-23 | Dal Sal 137 (138) | Rm 11,33-36 | Mt 16,13-20

In questa XXI domenica del Tempo Ordinario, Pasqua della settimana, la Parola ci interpella direttamente e ci invita a scavare nel profondo di noi stessi per trovare una risposta.

Il Vangelo di oggi si apre con una domanda generica di Gesú: "Cosa dice la gente di me?" Sicuramente le voci su Gesú iniziavano a circolare, non è certo facile tenere nascosto il fatto di un personaggio che in mezzo al deserto è in grado di sfamare una folla immensa, o che può guarire gente che da una vita non cammi­na o non vede o non parla; e che dire di quando ha trasformato l'acqua in vino? Duemila anni fa non c'erano i social ma le notizie circolavano lo stesso e le voci crescevano. "Cosa dice la gente di me?"

La cosa interessante è che le voci su Gesú non si sono fermate nel suo tempo e nella sua patria; in questi 2000 anni di storia si sono dette tante cose sul suo conto: e così, se per la gente del suo tempo Gesú poteva essere la "reincarnazione" di uno dei grandi profeti, nel resto della storia fino ai nostri tempi Gesú è stato riconosciuto come un grande maestro, un sobillatore di folle, un profeta, un comunista, un hippy, un folle, un illuminato....

"Ma voi chi dite che io sia?" è la domanda diretta di Gesú ai discepoli e a noi. Gia perché gli altri possono dire tutto ciò che vogliono ma ciò che conta è quello che pensi e vivi te. Possiamo anche rispondere con la risposta del catechismo: "Gesú Cristo è il Figlio di Dio fatto uomo, seconda Persona della Santissima Trinità, nostro Signore e Redentore". Perfetto, da manuale: catechismo di Pio X. Ma quello di Gesú non è un quiz televisivo, non c'è un montepremi in gettoni d' oro per chi da la risposta giusta. La domanda di Gesú ci chiede di guardarci dentro e di scavare in profondità: "Voi, chi dite che io sia?"

La risposta di Pietro, che a prima vista sembra da manuale, in realtà viene dall'intimo di una relazione: "Né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli". Non è, dunque, una questione di testa, questa risposta è questione di viscere. Pietro si è fidato e affidato a Dio nella persona del Nazareno ed in questa relazione ha intuito, non capito, il grande mistero del Dio incarnato. Non importa quanto comprendiamo di Dio, lui è e resterà  sempre un mistero, ciò che conta è quanto tu sei disposto ad investire di te in questa relazione di fiducia.

Signore Gesu Cristo, Figlio eterno del Dio vivente, la tua presenza nel mondo e nella mia storia è e resterà sempre un mistero del tuo Amore per l'umanità. Concedimi ogni giorno la Grazia di abbandonarmi in te per lasciare spazio alla tua Presenza di abitarmi e così vedere, giorno dopo giorno, il tuo volto sempre più chiaro e nitido fino a incon­trarlo un giorno, libero da ogni velo, nel volto del Padre. Amen.

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