Is 5,1-7 | Dal Sal 79 (80) | Fil 4,6-9 | Mt 21,33-43
Anche in questa XXVII domenica del Tempo Ordinario, Pasqua della settimana, le letture parlano di una vigna e di coloro che la gestiscono.
Nella prima lettura la vigna fa una brutta fine: demolita, calpestata, trasformata in pascolo...
Nel vangelo succede invece qualcosa di diverso: la vigna produce buon frutto, ma sono i vignaioli e divenire aridi, insensibili, egoisti ed infine assassini!
Questa vigna è la creazione tutta e i vignaioli, che fanno parte della creazione, siamo noi uomini.
Come stiamo trattando la creazione? Come stiamo usando di tutti quei beni creati che servono al nostro sostentamento e alla nostra crescita?
Oggi, 4 ottobre, festeggiano San Francesco, colui che da tutti, credenti e non credenti, cristiani o di altra tradizione religiosa, riconoscono come simbolo di amore verso la creazione; chi non conosce il Cantico delle creature! Eppure, ogni anno le risorse che abbiano a disposizione esauriscono sempre prima, l'inquinamento sembra non avere mai fine, la desertificazione prendere sempre più terreno…
Penso che Francesco abbia ben presente il senso profondo delle letture di oggi. C'è una perseveranza nell'amore di Dio per l'umanità che lo ha portato a mandare il suo unico figlio nel mondo lasciando alla storia dell'umanità la possibilità di ascoltarlo o no, di prendersene cura o no, di seguirlo o no…
L 'attenzione che penso dobbiamo avere quest'oggi è verso i gesti del padrone di questa vigna: non lascia le cose al caso, costruisce tutto quanto è necessario ai suoi operai affinché possano lavorare al meglio e quindi produrre buon frutto.
È un padrone che si occupa e preoccupa dei suoi operai ma allo stesso tempo li lascia liberi di agire come meglio credono, cosa si può volere di più da un padrone? Ma allo stesso tempo: quale può essere il costo di tutta questa libertà?
C'è un'altra caratteristica che mi pare passiamo trovare in questo padrone: la speranza! Tenta e ritenta fino a giocare la sua carta più preziosa, e anche quando tutto ormai sembra destinato alla fine c'è ancora un Jolly da giocare: darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo.
E allora c'è speranza anche per noi oggi che viviamo nella paura della guerra, dell'epidemia, delle violenze, c'è speranza perché Dio continua ad amare questa umanità e continua ad offrire tutto ciò che ci serve per vivere al meglio. Abbiamo le risorse della terra ma anche l’intelligenza, per usarle al meglio, per prenderci cura dei fratelli e delle sorelle che ci vengono affidati e per affrontare a testa alta la storia che ci viene data da vivere.
Signore Gesù, ogni giorno mi trovo a dovere scegliere come prendermi cura di questa vigna che mi hai affidato. San Paolo nella seconda lettura ci insegna: “le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica". Da te abbiamo imparato la fiducia nell'uomo, quella stessa che hai per ciascuno di noi, aiutaci a metterla in pratica nei fratelli; da te abbiamo imparato a godere della creazione e a riconoscerla come "cosa buona e giusta”, aiutami ad avere questo tuo stesso sguardo ogni volta che i miei occhi si soffermano su di essa; tu mi hai insegnato la Speranza che nel tuo Amore la creazione è sempre perfetta, aiutarmi ad affrontare la mia storia con questa fede in te. Amen.
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