XXVIII Domenica del Tempo Ordinario - anno A

11 OTTOBRE 2026

Is 25,6-10a | Dal Sal 22 (23) | Fil 4,12-14.19-20 | Mt 22,1-14

Prosegue anche in questa 28 domenica del Tempo Ordinario, Pasqua della settimana, il dialogo (se così lo possiamo chiamare) tra Gesù e i capi dei sacerdoti e i farisei. Oggi però Gesù non parla più di vigna ma utilizza un’altra immagine che ai suoi interlocutori doveva essere ben chiara.

Il profeta Isaia, infatti, nel descrivere la festa eterna dell’incontro con Dio, utilizza l’immagine del banchetto: “grasse vivande, vini eccellenti, cibi succulenti e vini raffinati”.

Quale altra immagine si potrebbe prendere, ancora oggi, per esprimere al meglio un momento di grande festa nelle nostre famiglie?

Ebbene, Gesù ci dice che questa festa di nozze (che allora come oggi è una delle feste visibilmente più sfarzose) è già pronta ed aspetta proprio noi.

Gli invitati non partecipano, evidentemente avevano altro di più importante da fare (chi il proprio campo, chi i propri affari …). Ma come si può rifiutare un invito a nozze? Noi possiamo immaginare che gli invitati non siano stati degli sconosciuti; al tuo matrimonio hai voluto persone a te care vicine, oltre i parenti che sei stato “obbligato” ad invitare!

Ebbene, questi non solo hanno rifiutato l’invito ma hanno pure insultato e ucciso i messaggeri. Fate un po’ voi.

Non si può sprecare tutto quanto è già pronto, ecco quindi che questo re fa radunare tutti coloro che incontra per strada, cattivi e buoni. Finalmente ora il vociare degli invitati riempie le sale imbandite e la festa può davvero iniziare.

Nel racconto però c’è un imprevisto: uno di quei commensali non indossa l’abito nuziale, l’abito della festa. Potremmo anche chiederci quale pretesa poteva avere questo re: hai preso questa gente dalla strada, come puoi pretendere che indossino tutti l’abito elegante? Ebbene, al tempo di Gesù, un re, per rendere tutto più solenne, poteva mettere a disposizione dei suoi invitati gli abiti della festa se non avevano l’opportunità di avere i propri con sé. Questo invitato si è presentato, ha fruito di cibo e bevande ma non ha accolto l’abito.

È interessante che l’autore specifica che tra i commensali cerano buoni e cattivi senza distinzione, mentre dell’invitato senza abito non si dice se sia buono o cattivo, solo che “non indossava l’abito nuziale”. Quella che stiamo meditando è una parabola, inizia con “Il Regno dei cieli è simile a …”; che significato ha dunque questo abito? E perché questo re reagisce allo stesso modo con quest’uomo e con quelli che hanno rifiutato l’invito?

Evidentemente non basta presentarsi al banchetto!

Fuori parabola: non basta andare a messa la domenica, fare le preghiere quotidiane, dire il rosario tutti i giorni, così come non basta compiere buone azioni ogni giorno (ricordate: buoni e cattivi). La parabola sembra dire che sia necessario desiderare di stare con il Signore, cercare di mettersi nei suoi panni e di vivere la propria vita nello sforzo di mantenere quell’abito prezioso il meglio possibile.

Provate a pensare: se prendeste a noleggio un abito elegantissimo, magari proprio per un banchetto molto raffinato, non avreste paura di sporcarlo, rovinarlo, macchiarlo o strapparlo? Vi impegnereste a indossarlo al meglio delle vostre possibilità, ma cosa vi spingerebbe a farlo? Il desiderio di partecipare a quel banchetto.

Ecco allora la domanda finale che ci può accompagnare nella riflessione questa settimana: Io desidero incontrare il Signore? Accolgo ogni giorno la possibilità di indossare quell’abito nuziale che mi offre per godere del banchetto già pronto anche per me?

Signore Gesù, nelle mie giornate non sempre mi sento “degno di partecipare al tuo banchetto”, lo confesso anche prima di fare la comunione, e al tuo invito rischio di comportarmi come i primi invitati; aiutami a guardare il tuo amore che mi precede e mi accoglie così come sono, buono o cattivo; aumenta in me il desiderio di godere pienamente del prestigio di indossare quell’abito che tu mi offri, l’abito del figlio, l’abito di colui che abita a corte. Amen.

Valutazione: 0 stelle
0 voti

"A te la parola. Lascia anche tu un commento o una frase o una preghiera."

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.