Il Vangelo di questa 3 domenica di Pasqua inizia descrivendo una grande delusione. Questi due discepoli, Cleopa e forse ciascuno di noi (visto che non è riportato il nome del secondo discepolo!), sono delusi e gettano la spugna. Ma fate attenzione alle parole che usano: “sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute”. Ma siete proprio sicuri? Il brano inizia con “In quello stesso giorno, il primo della settimana”. Questi discepoli non vivono il presente, lo sfuggono, sono già nel futuro e in questa fuga perdono un grande dono, il presente della Risurrezione. I loro occhi sono così lontani da ciò che sta accadendo ora che non danno ascolto neppure al racconto delle donne né dei discepoli: “alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.
Ma cosa è successo a questi due, a loro che avevano riposto tutta la loro vita nelle mani di quel maestro, a loro che erano pieni di speranza, certi di essere liberati?
Loro che cercano la liberazione sono rimasti imprigionati dai loro stessi ideali. Si sono costruiti un film che non rispecchiava la realtà dei fatti, la loro speranza era tutta rivolta a quell’unico modo di affrontare la vita che loro stessi avevano deciso.
Siamo realisti: che differenza c’è tra noi e loro? Quanti film anche noi ci creiamo sulla vita, sul nostro futuro, sul futuro della Chiesa? Ma quanto siamo disposti ad accogliere il presente della storia così come avviene, a darne una lettura limpida, non offuscata dai nostri desideri e dalle nostre fantasie?
C’è un dono, un presente che ciascuno di noi è chiamato a vivere, in questo presente si manifesta la forza liberatrice del Risorto.
Non siamo liberi quando sogniamo un mondo diverso, siamo liberi quando sappiamo vivere in questo mondo in modo diverso. Non siamo liberi quando il nostro pensiero viaggia nel futuro, siamo liberi quando il nostro pensiero sa meravigliarsi del presente vivendolo pienamente.
In tutto questo Gesù interviene manifestandosi nel cammino della vita accanto a noi e scuotendoci rivelando la sua presenza in tutto ciò che la storia ha già consegnato all’umanità; una storia che si ripete anche nel presente perché la storia, questa storia, è il meraviglioso dono di Dio all’umanità.
È solo in questa rilettura degli eventi, fatta con l’aiuto della Parola del Risorto che i nostri cuori si scaldano e possono vivere l’Amore gratuito del Padre, riconoscendo nell’umile gesto dello spezzare il pane il grande dono d’Amore fatto all’umanità di ogni tempo.
Lasciamoci stupire da questo meraviglioso presente che ci viene offerto in ogni istante della nostra storia; viviamo pienamente ogni attimo delle nostre giornate; faremo così l’esperienza di camminare accanto al Risorto riconoscendolo nei fratelli e nelle sorelle che condividono il nostro cammino. Amen.
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