IV Domenica di Pasqua – anno A

Pubblicato il 26 aprile 2026 alle ore 00:01

26 APRILE 2026

IV Domenica di Pasqua – anno A

At 2,14a.36-41 | Dal Sal 22 (23) | 1Pt 2,20b-25 | Gv 10,1-10

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20260426  

In questa 4 domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, il Signore Gesù nel Vangelo esprime il motivo della sua venuta sulla terra: “sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

Ma cosa significa “avere la vita”? Non basta mangiare bere e divertirsi? Dopotutto noi siamo qui su questa terra, in questa storia perché viviamo!

Ebbene, forse questa è pura illusone. Tante persone si alzano ogni mattina, fanno quello che devono durante il giorno, incontrano persone, si divertono, arrivano a sera e vanno a letto ma non hanno vissuto quelle ore, sopravvivono ogni giorno nell'attesa di quello successivo.

Come è possibile sentirsi realizzati, liberi di vivere pienamente ogni attimo della propria storia?

Un mio alunno di terza superiore a questa domanda ha risposto: “basta avere tanti soldi; i soldi sono la via per la libertà: quando ne hai tanti puoi fare tutto ciò che vuoi!”

Lo cito perché penso sia il pensiero più diffuso oggi, soprattutto nella nostra parte di mondo.

Ebbene, proprio questo pensiero delinea quanto siamo imprigionati dalla ricchezza. Possiamo avere i magazzini pieni di beni, i conti bancari stracolmi di monete d’oro ma tutto questo non può comprare relazioni belle, relazioni d’amore! Noi siamo fatti per amare ed essere amati, se non sperimentiamo l’Amore viviamo in una prigione.

Per tornare alla Parola di Dio di questa domenica: quanti ladri e briganti oggi ci sequestrano portandoci fuori dal recinto della Vita. La ricchezza, il sesso, la “bella vita”, l’apparire, il potere … ma c’è un solo modo per vivere pienamente la vita e viverla in abbondanza: riconoscere nel Cristo la fonte dell’Amore. Solo vivendo nell’Amore infatti possiamo sentirci pienamente vivi.

Certo la “carne” ci offre sempre una sensazione di benessere ma, siamo sinceri, quanto dura? Poi avviene sempre anche un secondo movimento assecondando i desideri della carne: ne abbiamo sempre più bisogno, entriamo in una sorta di dipendenza che ci porta in un vortice apparentemente senza ritorno. Solo la voce del buon pastore ci può indicare l’unica porta per uscire da questa situazione di continuo degrado e questa porta è Lui stesso che si mostra come l’Amore senza limiti. È in questo Amore che possiamo sperimentare di essere in sintonia con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente e la storia in cui viviamo.

Signore Gesù, Buon Pastore, Amante dell’umanità, vera porta del benessere assoluto, aiutami a non assecondare i desideri della carne ma a tenere lo sguardo sulla totalità del mio essere, per accogliere l’Amore di cui mi circondi e lasciarmi guidare da esso nelle relazioni e nelle scelte della vita. Amen.

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