V Domenica di Pasqua – anno A

Pubblicato il 3 maggio 2026 alle ore 00:00

At 6,1-7 | Dal Sal 32 (33) | 1Pt 2,4-9 | Gv 14,1-12

Leggi qui i testi della liturgia  

La Parola di questa 5 domenica di Pasqua ci offre il cuore della nostra fede: Gesù e il Padre sono la stessa cosa. Gesù pertanto è vero Dio e vero uomo.

Nella storia quante volte si è dubitato di questo fatto quante eresie sono sorte a favore della sola umanità o della sola divinità o di qualcosa di diverso. Il Catechismo della Chiesa cattolica ribadisce con certezza “che Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo. Egli è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare d’essere Dio, nostro Signore” (CCC 469)

Anche oggi noi facciamo fatica a crederlo eppure Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo: “Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro credetelo per le opere stesse”.

Certo Gesù fa sicuramente riferimento ai segni e ai prodigi a cui i suoi contemporanei hanno potuto assistere. Ma noi? Su quali opere possiamo appoggiarci?

La prima lettura, tratta dagli Atti degli apostoli, mette in evidenza l’importanza dell’attenzione agli ultimi. I Dodici si sono dati da fare per portare i pasti alle vedove ma ora è arrivato il momento di passare il testimone a qualcun altro. Come comprendere quando è il momento in cui poter passare un servizio ad altri? Quando ti accorgi che questo ti assorbe a tal punto che non hai più tempo di cibarti della Parola di Dio.

Anche oggi noi che siamo la Chiesa compiamo tante azioni, soprattutto nell’ambito sociale. Il rischio che corriamo è lo stesso degli apostoli: che ne restiamo assorbiti e fagocitati. In tutto questo il rischio ultimo è di dimenticarci della doppia realtà divina e umana di Gesù.

Gesù ci dice: “Io sono la via, la verità e la vita”. Gesù ci mostra con la sua esistenza il modo con cui possiamo arrivare al Padre: stare vicino ai bisognosi e allo stesso tempo vivere nella preghiera accanto al Padre. Quando non riusciamo più a vivere questa presenza perché troppo presi dalle cose da fare … beh è arrivato il tempo di passare il testimone ad altri e, penso io, oggi nelle nostre parrocchie e nella Chiesa in generale questo tempo è ormai maturo. Pensiamo a quante opere facciamo, quante dicono la presenza di Dio tra noi? Ma pensiamo a noi stessi: quante opere facciamo per gli altri, per la chiesa, per fede … e quante di queste opere testimoniano la presenza viva di Cristo in mezzo al suo popolo?

Signore Gesù, le opere che compiamo sono tante e con queste opere risolleviamo anche qualcuno dalle fatiche dell’esistenza, aiutaci a non fermarci solo ed esclusivamente sull’aspetto sociale delle nostre azioni, aiutaci a offrire quella consolazione che viene solo da te, dalla tua presenza, dal tuo Amore. Che il nostro essere nel mondo sia segno vivo della tua presenza; che le nostre azioni siano espressione del nostro stare con te, via, verità e vita di ogni esistenza e di ogni storia. Amen.

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