Sabato XXVI settimana del Tempo Ordinario – anno II

Pubblicato il 3 ottobre 2026 alle ore 00:01

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Dal Vangelo di Luca (10,17-24)

rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli

COMMENTO

A volte cerchiamo la visibilità o la potenza: farsi dire bravi o, per dirla con il vangelo, guarire i malati o sottomettere i demoni.

Gesù è chiaro nel vangelo che questa mattina abbiamo ascoltato: la nostra gioia deve essere solo nella certezza che i nostri noi sono nel cuore di Dio (scritti nei cieli). Non deve esserci un motivo specifico affinché il nome di un figlio sia impresso nel cuore del padre e della madre, così come non esiste una manifestazione di potenza che possa dire al mondo l’amore che un figlio si sente rivolto dal padre e dalla madre. I nostri nomi sono nel cuore di Dio a prescindere. A volte può succedere che questo amore si manifesti con segni o doni particolari ma il dono più grande è portare nel mondo la certezza dell’amore di Dio.

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